Wine Tour

VinoDivino alla scoperta dell’Alto Adige: Cantina Kaltern

Di Walter Dentico

Per la nostra terza tappa ci fermiamo nel cuore di Caldaro, presso Cantina Kaltern, una delle più grandi e importanti cantine della regione. Caldaro è Il secondo maggiore comune vitivinicolo altoatesino con 750 ettari di superficie vitata, qui il vino è vita e si percepisce ovunque l’impegno comune a mantenere alta la fama delle sue produzioni e a preservarne territorio e bellezze paesaggistiche.
Situata a pochi passi dal centro, non si può non notare l’ingresso della Cantina Kaltern. Le pareti e le vetrate sono illuminate da disegni di vari colori di foglie di vite giganti.  Al piano superiore ci sono gli uffici, mentre al pian terreno il wine-center dove è possibile degustare ed acquistare i vini della Cantina.

Dopo la fusione, del 2016, con la Cantina Erste Neue , Cantina Kaltern oggi conta di 650 soci conferitori per 450 ettari, rendendola la realtà enologica più grande dell’Alto Adige. Come già discusso nelle tappe precedenti, va rimarcato come ‘cantina cooperativa’ in Alto Adige sia sinonimo di qualità eccellente al contrario dell’immaginario comune.Ad accompagnarci durante la piacevole visita è l’enologo aziendale Andrea Moser che ci fa subito entrare nell’ottica della filosofia aziendale: cooperazione e ricerca costante della qualità.

Come detto, Kaltern conta di 650 conferitori circa, dei quali la maggior parte possiede meno di un ettaro di terreno. Andrea ed il suo team, seguono costantemente durante l’anno i lavori in vigna, coadiuvando le famiglie di agricoltori che custodiscono i loro piccoli appezzamenti come si trattasse di giardini di casa e garantendo quindi un lavoro più accurato.Inoltre, all’inizio dell’anno vinicolo vengono fissati degli obiettivi di resa individuali, che vengono poi monitorati e valutati dagli agronomi della Cantina, premiandoli con dei veri e propri bonus economici al momento del conferimento.  E’ un modo per incentivare la produzione di uve di alto standard qualitativo, pilastro fondamentale per produrre vini di grande qualità.I vigneti di Cantina Kaltern, vanno dai 250 metri d’altitudine nell’area intorno al lago di Caldaro, sino ad arrivare ai 750, con importanti escursione termiche. Le montagne situate a Nord, impediscono all’aria fredda di penetrare mentre da Sud, arriva l’influenza mediterranea con temperature miti e molto sole. La maggioranza dei vigneti sono esposti a Sud e l’assorbimento dei raggi solari raggiunge così livelli ottimali. Fondamentale inoltre è il vento che spira costantemente durante tutta la giornata: dapprima l’Ora, direttamente dal lago di Garda e nelle ore serali una brezza che proviene dalle cime del Passo della Mendola.Affacciati da una terrazza situata a Castelvecchio, con Andrea abbiamo ammirato dall’alto l’estensione dei vigneti, mentre ci descriveva minuziosamente i vari terroir , la maggior parte dei quali si è formato nel corso di alcune centinaia di milioni di anni da singole formazioni rocciose costituite da differenti composizioni minerali (porfido, calcare, materiale morenico). In questo periodo, con il ritiro dei ghiacciai, si sono formati terreni vinicoli terrazzati intervallati da massi e lingue argillose.

Cantina Kaltern ha deciso di puntare con decisione su cinque varietà: pinot bianco, sauvignon, lago di Caldaro (che dà vita al Kalterersee), cabernet sauvignon e moscato giallo passito, vendemmiati rigorosamente a mano. I Terreni sono coltivati in modo sostenibile, parzialmente in regime biologico e biodinamico. Le moderne pratiche di cantina e la maniacale attenzione dell’enologo e del suo staff contribuiscono poi a far la differenza.

QUINTESSENZ PINOT BIANCO DOC 2017I vigneti dai quali si ottiene questo Pinot Bianco giacciono a 550-600 m s.l.m. a St. Nikolaus e sono rivolti verso Est. Il terreno è in prevalenza calcareo.  La Pigiatura delle uve intere è estremamente lenta, la fermentazione avviene spontaneamente in botti di rovere da 500 l e in botti grandi di legno, la maturazione prevede una sosta in legno per 10 mesi sulle fecce fini e con bâtonnage continuo.Alla vista si presenta di color giallo paglierino molto luminoso con degli splendidi riflessi verdolini.Al naso sprigiona intense note fruttate che ci ricordano la mela, la pera e il melone. A seguire vengono fuori note erbacee e di erbe aromatiche che vengono poi seguite da una accattivante nota minerale.In bocca si contraddistingue per la sua eleganza sopraffina ma non disdegna un corpo importante dato anche dalla sua sapiente vinificazione. Il sorso è equilibrato ed in perfetta armonia.

QUINTESSENZ KALTERERSEE CLASSICO SUPERIORE DOC 2018Selezione di vigneti di vecchie vigne a St. Josef con esposizione a sud e ad altezza tra i 230 e 500 m sopra il livello del mare. Terreno argilloso, ciottoloso calcareo, ben drenato e caldo. Si tratta di una Schiava prodotta solo qui, sul lago di Caldaro. Sino a non molto tempo fa era ritenuto un vino semplice, da pasto quotidiano, con una gradazione bassa e per questa serie di motivi spesso di una qualità non eccelsa. Nell’ultimo decennio però, le cantine locali e nella fattispecie Kaltern, hanno intrapreso un lavoro che punta a recuperarne qualità e reputazione: rese molto basse e vigneti selezionati danno vita oggi a dei risultati sorprendenti.

QUINTESSENZ CABERNET SAUVIGNON RISERVA DOC 2016Probabilmente il vino che mi ha più colpito. Elevato in barrique per 18 mesi, il 50% delle quali nuove, proviene da un vigneto con una leggera pendenza verso sudest tra i 220 e i 260 metri di altezza in località St. Josef. Il terreno è ciottoloso, calcareo con presenza di argilla e il microclima particolarmente caldo. Alla vista è ammaliante, si presenta di un profondo rosso rubino molto luminoso. Già durante la mescita si avvertono i sentori di frutta maturo, ci ricorda le more, i mirtilli, la confettura di ciliegie.  Ad emergere sono poi le note di pepe, tabacco e liquirizia. Le note vegetali e di peperone tipiche del Cabernet sono comunque presenti, ma non fanno perdere al vino la sua eleganza in favore di morbidezze eccessive e note vegetali troppo evidenti.In bocca il vino mantiene una buona freschezza, il tannino si avverte come sia possente ma risulta comunque ben smussato, il legno è ben integrato mai predominante in un sorso che risulta essere sempre pulito ed elegante. A tratti ci sembrava di essere in Mèdoc.Doverosi i complimenti ad Andrea Moser per questo suo Cabernet Sauvignon che in degustazione abbiamo osato definire ‘didattico’.

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