Wine Tour

VinoDivino alla scoperta dell’Alto Adige: Cantina Produttori San Paolo

Di Walter Dentico

Spostandosi da Caldaro lungo la ‘Weinstrasse’ in direzione Bolzano, nel cuore del comune di Appiano, sorge la località di San Paolo, seconda tappa del nostro viaggio.

 La Cantina Produttori San Paolo, storica realtà cooperativa dell’Alto Adige e una delle più importanti cantine dell’Alto Adige. E’ doveroso puntualizzare come sia necessario discostarsi dal preconcetto per il quale   le cantina sociale” siano sinonimo di livello di qualità non eccellente. In Alto Adige al contrario, i risultati sono eccezionali i migliori vini sono prodotti proprio da queste realtà. Probabilmente siamo difronte alla regione col maggior rapporto fra superfice vitata e riconoscimenti.  D’altronde quello dell’associazionismo oltre ad essere una prerogativa è una necessità per i vignaioli date le dimensioni dei singoli appezzamenti. La eccezionale cura e dedizione delle molteplici famiglie coltivatrici e un enologo di primo livello come Wolfgang Tratter sono il segreto della qualità di St. Pauls.

San Paolo appartiene a una delle zone vinicole più belle dell’Alto Adige motivo per cui i vini puntano ad essere in primis identitari ed autentici. Il terroir di St. Pauls molto variegato nell’esposizione oltre che nella composizione dei suoli per cui ogni vitigno trova la sua dimora ideale. La zona è protetta delle alpi e con una altissima esposizione solare di circa 1800 ore l’anno, sempre ventilata e con notevoli escursioni termiche durante il periodo di maturazione fondamentali per le eccellenti qualità organolettiche dell’uva.

La cantina San Paolo ha festeggiato nel 2007 il centenario della fondazione, che ora conta più di  200 soci e nonostante la sua valenza storica è sinonimo di tecniche enologiche sempre nuove e continui rinnovamenti come la nuova e moderna enoteca con annessa sala per le degustazioni. Presso le vecchie mura sono state posizionate le nuove vasche di acciaio a testimonianza di come storia e innovazione vadano di pari passo. La cantina inoltre è strutturata su più livelli, il che consente un sistema di vinificazione gravitazionale all’avanguardia che tramuta uva e mosto in vini di una qualità di primissimo livello.

Durante la visita abbiamo avuto modo di sostare davanti la piccola e suggestiva ‘nicchia’ dove riposa il ‘Sanctissimus’ una vera chicca enologica. E’ottenuto dal più antico vigneto di Pinot Bianco dell’Alto Adige. Le uve vengono raccolte rigorosamente a mano con rese estremamente basse, Il mosto fermenta lentamente a contatto delle bucce a temperatura costante in anfore di terracotta per alcuni mesi, per poi successivamente passare in legno grande di rovere di Appiano.

Dopo il giro in cantina, siamo stati accompagnati nel ‘bunker’, risalente alla seconda guerra mondiale recuperato e trasformato in cantina di affinamento delle bottiglie metodo classico. Esterefatti, mentre scendevamo le scale, abbiamo ammirato le stanzette che un tempo ospitavano i soldati, accudire le bottiglie di ‘PRAECLARUS’. Il bunker funge da perfetta cella di affinamento con temperatura costante 12 mesi all’anno ed umidità regolare e sulle pupitre che ne affollano i corridoi dei due piani, il Praeclarus attende quattro anni prima di uscire in commercio. Quella del bunker è una visita certamente emozionante per appassionati e non.

Praeclarus Brut Metodo Classico

Il Praeclarus è ottenuto da un attenta selezione delle uve Chardonnay che affondano le radici nei vigneti collocati ad altitudini più elevate (tra i 450 e i550 metri d’altitudine),e soggetti a repentini sbalzi di temperatura che costituiscono il segreto della aromaticità e della fragranza degli aromi che lo contraddistinguono. Il Praeclarus affina sui lieviti per 48 mesi nel sopracitato ‘Bunker’.

Alla vista si presenta brillante, nel calice è di un giallo paglierino luminosissimo ed il perlage fine e persistente.

Al naso vi è una simbiosi perfetta tra gli aromi dello chardonnay che ci ricordano la mela, la pesca, i fiori bianchi e le note tipiche della spumantizzazione con metodo classico come la frutta candita, il miele ed una sottile nota burrosa accomunati da una stupefacente eleganza. In bocca la freschezza e la sapidità sono intatte e vengono smorzate alla fine del sorso dalla sua rotondità e cremosità.                 

Gewurztraminer Passion Alto Adige 2017

Nell’ideale comune il Gewurztraminer è il vitigno più rappresentativo dell’Alto Adige.Durante il nostro tour ne abbiamo degustati svariati ma questo è quello che ci ha maggiormente affascinato. I vigneti sono situati sull’ altura di Santa Giustina sopra il paese di San Paolo su terreni sabbiosi e argillosi. La forza aromatica è degna di nota senza risultare mai stucchevole, a differenza di tanti altri Gewurztraminer non ci si stanca di riempire nuovamente il calice. Naso fresco che ci ricorda in serie sentori di erbe aromatiche, mele, cedro, litchi, rose e frutta tropicale. Intenso e persistente al palato, è più espressivo e nitido nei toni fruttati La morbidezza evidente è perfettamente smussata da una acidità vibrante e l’equilibrio risulta quindi ottimale.

Pinot Noir Riserva PASSION 2016

Ottenuto dalla vinificazione di uve di Pinot Nero in purezza da vigneti allevati a Guyot.sotto Castel d’Appiano su terreni di origine morenica ed argilla rossa.  Le uve fermentano in acciaio in maniera da preservarne i sentori tipici per poi affinare per 18 mesi in barriques di rovere. Alla vista si presenta di un sensuale rosso rubino con riflessi granati ed al naso delizia con sentori di amarena, frutti di bosco, prugna secca e poi ancora sentori floreali di violetta e note finali speziate che ricordano i chiodi di garofano. In bocca il tannino è estremamente elegante, il vino intenso, fine ed intenso. Un vino che può ancora evolvere e migliorarsi nel tempo.

Petit Manseng Passion 2017

L’obiettivo della linea Passion di St. Paul è quello di privilegiare determinate varietà e microclimi particolari, è questo del Petit Manseng ne è proprio la testimonianza, dato che ha trovato in Alto Adige microzone in cui riesci ad esprimersi su alti livelli come in Francia, suo paese di origine. L’uva viene vendemmiata tardivamente, verso fine novembre, momento in cui la concentrazione zuccherina ed acida sono ad un livello ottimale da permettere di ottenere questo prodotto straordinario: come per il Gewurztraminer anche in questo caso aromaticità e dolcezza non stancano mai il palato. Nel bicchiere ci conquista già all’aspetto presentandosi di un luminoso giallo dorato intenso. Al naso ci ricorda la frutta esotica, ananas, frutto della passione e mango. Non mancano le eleganti note di miele. In bocca risulta intenso, dolce e aromatico ma con una piacevolissima acidità a ravvivarne il sorso.

Foto di Sabrina Nicoletti

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