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CORONAVIRUS, la fortuna o l’incubo di ogni sommelier

Di Augusto Sanfelice

In questi tempi cupi c’è un eroe che si aggira di notte solitario nelle cantine cercando la migliore etichetta da stappare in famiglia. Lui da sempre snobbato dai bevitori seriali di vino scadente, lui sbeffeggiato e canzonato per la divisa e il tastevin. Il sommelier oggi ha una grande possibilità di riscatto, anche grazie al Covid-19 e al suo toglierti l’olfatto e il gusto come sintomo. Adesso attraverso lezioni on line e dirette sopratutto su Instagram instancabilmente i nostri eroi, oltre a tenerci compagnia ci insegnano a tenere allenati olfatto e gusto, che potrebbero essere campanelli d’allarme per l’arrivo dell’odiato virus. Putroppo il rovescio della medaglia è che in alcuni casi è stato accertato che la perdita dei due sensi potrebbe essere irreversibile, un vero e proprio incubo per i nostri amici Sommelier. #restateacasa

Da repubblica.it – Uno dei primi sintomi di infezione da coronavirus potrebbe essere un deficit dell’olfatto e un conseguente deficit del senso del gusto. Lo rivelano alcuni dati preliminari accumulati su pazienti in diversi paesi del mondo tra cui l’Italia e raccolti da Claire Hopkins, presidente della British Rhinological Society.
“Vogliamo creare la consapevolezza che l’anosmia (perdita di olfatto) e la ageusia (perdita del senso del gusto) siano segni dell’infezione – ha detto – e chiunque sviluppi la perdita dell’olfatto dovrebbe auto-isolarsi”. “Ciò potrebbe contribuire a rallentare la trasmissione del virus e salvare vite”, ha aggiunto l’esperta intervistata dal New York Times.

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